FAQ

Negozi di animali

Che cosa pensate dei negozi di animali e della vendita di animali in generale?

In linea teorica, l’AIC vorrebbe che non si facesse compravendita di animali.

Se potessimo schioccare le dita ed avverare un nostro desiderio, vorremmo che al mondo non si ponesse un prezzo ad una vita e che non si potessero comprare e vendere animali come fossero zucchine o cacciaviti. Vorremmo che tutti potessero godere la compagnia degli animali in armonia, che i quadrupedi vivessero in condizioni di libertà o semilibertà a contatto coi bipedi.

Questa, naturalmente, è utopia. Ne siamo consci, pertanto, pur adoperandoci per migliorare il piú possibile la situazione, accettiamo un compromesso all’atto pratico.

Siamo pertanto contrari, in queste circostanze storico-sociali, alla presenza di negozi di animali ed alla possibilità di vendere o comprare creature viventi. Preferiamo e consigliamo con forza l’adozione di un criceto piuttosto che l’acquisto ogniqualvolta ciò sia possibile. Diciamo sempre ai potenziali padroni di criceti che, con tutti gli animali in attesa di adozione, ci pare fuori luogo comprarne uno.

Il discorso non è di natura economica (per risparmiare i pochi euro del costo di un criceto), si badi bene, ma soprattutto ideologica.

Come possiamo intervenire in un negozio, se questo tiene male i criceti?

Il primissimo consiglio è NON ENTRARCI MAI non alimentando né il mercato di vite, né acquistando un oggetto in un negozio che vende anche animali: acquistate altrove o provate a vedere on line. Ormai ci sono parecchi negozi estremamente sicuri anche molto forniti di materiali per i nostri cricetini.

Detto questo se comunque avete la sventura di dover entrare in un negozio e verificate subito che la situazione dei criceti non è buona, vi ricordiamo che è inutile scriverlo su facebook: bisogna FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE. Con questo non intendiamo assolutamente “aggredire” verbalmente il rivenditore o minacciarlo, ma approcciare commessi o responsabile sottolineando il fatto che vi sono elementi feriti o estremamente litigiosi da separare. Un animale FERITO NON può essere venduto, ovviamente l’azione migliore sarebbe farselo regalare (NON deve essere pagato) e prendersene cura. Ci rendiamo conto che non tutti possono farlo ma, per lo meno chiederne la separazione in teca è fattibile da chiunque.

Non illudetevi ahimè, non è assolutamene detto che il negoziante o chi per lui vi dia retta.

Sarebbe quindi consigliabile andare INFORMATI con qualche documento alla mano per dimostrare che sapete qualcosa concretamente della gestione di questi piccoli animali.

Se volete potete sporgere denuncia nei confronti del negozio: dovete però avere dei testimoni e delle foto dello status degli animali. Ovviamente anche in questo caso non è possibile “minacciare” di denuncia un negoziante, ma informarlo che è possibile per voi recarvi presso la sede dei carabinieri più vicina per sporgere denuncia sulla situazione vista nel negozio, considerando che il negoziante non desidera fare nulla per porvi rimedio.

Ciò che vedete incollato qui sotto è banalmente il regolamento per la tutela degli animali per il
comune di Milano. C’è la prescrizione esatta di quanti criceti possono essere tenuti in teca e gli
spazi richiesti. State certi che nonostante gli spazi siano davvero esigui, probabilmente non
vengono nemmeno rispettati (la cosa più frequente è il sovraffollamento).

Verificate cosa dice il regolamento del vostro comune di appartenenza.

Specie Categoria Superficie Altezza
Criceto Dorato o Russo Massimo 2 cuccioli o adulti Mq.
0,10
cm. 25
Criceto Dorato o Russo Da 2 a 10 (massimo 2 mesi di etá) oppure massimo 4 adulti Mq.
0,16
cm. 40

Oltre a questo esitono anche delle leggi per la tutela degli animali in “generale” (la maggior parte delle leggi attualmente riguardano cani e gatti), ossia banalmente generiche tali da poter essere applicate a tutti gli animali.

C.P ( codice penale) Art. 727 (Abbandono di animali)
Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.

Sotto un altro elemento utile, sempre tratto dal regolamento del comune di Milano, come è evidente, i negozianti NON possono accettare cucciolate da utenti esterni e vi è un rigido controllo di animali in entrata e uscita che deve essere registrato e rispettato. Se dunque vi capitasse di vedere/sentire qualcuno con cucciolate e desiderano darle al classico “negoziante di turno”, ora sapete cosa fare, considerando che è l’ASL l’ente atto a controllare l’operato del negozio.

Controllate anche in questo caso cosa dice il vostro regolamento del comune di appartenenza o eventualmente il regionale.

Adozioni

Quali sono i requisiti per adottare un criceto dall’AIC?

Le adozioni sono probabilmente la nostra attività piú importante.

Quando affidiamo un animale ad una persona, mettiamo la sua vita nelle sue mani. Per questo ci sembra doveroso acquisire qualche informazione sull’adottante e chiedergli di sottoscrivere un modulo di adozione col quale si assume alcune responsabilità.

I moduli di adozione AIC possono essere usati solo dai membri autorizzati e vanno contrassegnati di codice di protocollo univoco fornito dall’AIC.

Anzitutto, può sembrare scontato ma chiediamo che il criceto sia tenuto in maniera decorosa, tale da non comprometterne l’incolumità fisica e mentale e quanto piú possibile in linea con la sua natura. L’adottante si impegna inoltre a curare il criceto qualora s’ammalasse ricorrendo al veterinario. Il criceto adottato non deve finire i suoi giorni nelle fauci di un serpente o di un altro animale o essere usato per spettacoli o giochi, che siano cruenti o meno.
Infine, chiediamo che il criceto non sia utilizzato a scopi riproduttivi, l’AIC è infatti contraria alla riproduzione dei criceti in cattività.

Una famiglia nella quale ci sia un bambino piccolo può adottare un criceto?

Certamente. Anzi, siamo convinti che sia nell’interesse di un bambino crescere con degli animali in casa. Nondimeno, occorre che la famiglia sia consapevole di alcune cose.

La prima è che un animale non è un giocattolo: un bambino può anche stancarsi del criceto, ma una volta che è stato adottato DEVE rimanere nella famiglia e deve essergli garantita un’esistenza decorosa fino alla fine dei suoi giorni.

In secondo luogo, spesso i genitori trascurano che un bambino può non essere in grado di prendersi cura di un animale, o perché è molto piccolo, o perché non ne ha voglia. Pertanto, quando ci chiedono un criceto per un bambino, osserviamo sempre che il genitore si deve impegnare a prendersi cura in prima persona dell’animale. In altre parole: il bimbo potrebbe gradire il criceto, ma toccherà a mamma e papà nutrirlo e pulire la gabbia. Adottino l’animale solo se sono disposti a farlo per tutta la vita del criceto (almeno un paio d’anni).

In terzo luogo, è opportuno che i genitori sappiano che i criceti sono sí graziosi da guardare, ma non tanto facili da manipolare. Non sono cagnolini o gattini, non si possono accarezzare e strapazzare liberamente. Se il bambino è un po’ irruente o se si ritiene che voglia interagire maggiormente con l’animale, forse è opportuno ricorrere ad un altro quadrupede.

Qualora tutto ciò sia chiaro e la famiglia sia pronta ad accogliere un criceto, ben venga l’adozione, sarà senz’altro una grande esperienza anche per il bambino.

Riproduzione

Che cosa pensa l’AIC dell’idea di far riprodurre i criceti?

L’Associazione Italiana Criceti è contraria alla riproduzione indiscriminata in cattività.

Questa nostra filosofia è dettata da osservazioni di varia natura.

Innanzitutto, per una questione etica. Ci sono cosí tanti animali che attendono di essere adottati, ci sembra un peccato (non vorremmo dire uno “spreco”) metterne al mondo degli altri. Noi dell’AIC fatichiamo per riuscire a far adottare i criceti che ci vengono segnalati, che sono solo una piccola parte di quelli abbandonati o costretti a vivere in gabbie sovraffollate. Tante volte abbiamo attraversato mezza Italia (da Firenze a Mantova, da Milano a Forlí e chi piú ne ha, piú ne metta) per dare in adozione un criceto. Con ogni nuova cucciolata, vengono al mondo almeno sei o sette nuovi animaletti, per ognuno dei quali si porrà il problema dell’adozione.

Tante volte abbiamo sentito questo discorso: “Tanto so già a chi dare i cuccioli”. Se questo è vero, ne siamo lieti. Nondimeno, sappiamo per esperienza che amici e parenti spesso si dicono disposti ad adottare un animale quando è ancora un’ipotesi astratta, ma poi all’ultimo momento si tirano indietro, lasciando nei pasticci il padrone della cucciolata. Per questo consigliamo sempre di cercare adottanti ancora prima di far accoppiare i criceti o, possibilmente, di non farli accoppiare proprio.

Un altro discorso che abbiamo sentito è questo: “Tanto io ho spazio e li tengo tutti”. Se questo è vero, ce ne rallegriamo. Tuttavia, di solito chi dice ciò non ha bene l’idea di quanti cuccioli possono venire al mondo e di quanto spazio sia necessario per tenerli tutti in gabbie separate, oppure non sa che i criceti sono animali molto territoriali che difficilmente riuscirà a tenere tutti insieme nella stessa gabbia. Peraltro, se anche riuscisse a tenerli assieme, dovrebbe aspettarsi nuove cucciolate tra consanguinei ogni mese o due, con un conseguente aggravamento esponenziale della situazione.

Un’ulteriore ragione per essere contrari alla riproduzione in cattività è data dalla peculiare situazione italiana. I criceti russi e quelli siberiani, in apparenza molto simili, sono in realtà due specie differenti che non dovrebbero essere fatte accoppiare tra loro. Purtroppo nel nostro Paese, a causa di sconsiderate pratiche di allevamento prive di un’adeguata documentazione, questo è avvenuto spessissimo. La prole ibrida ha un’alta possibilità di avere tare genetiche, che può facilmente trasmettere ai propri discendenti. Per questo sconsigliamo vivamente a tutti di far riprodurre criceti russi o siberiani nati o acquisiti in Italia: non c’è modo di verificarne la linea ereditaria e si rischia di fare del male. In altri Paesi, come in Inghilterra, esistono rigorose anagrafi dei criceti con tanto di pedigree, ma questo è un altro discorso.

Infine, alcuni di noi non apprezzano certi discorsi come: “Voglio avere i MIEI criceti” o “Il mio criceto è cosí carino, voglio dei cuccioli da lui perché mi rimangano quando lui non ci sarà piú”. Quando si adotta una creatura, lo si dovrebbe fare per dare una casa e una vita migliore all’animale, non per compiacere un proprio desiderio tutto sommato piuttosto frivolo. Francamente, quando ci contattano chiedendoci un criceto che abbia certe caratteristiche, per esempio, perché sia simile ad un altro che hanno o hanno avuto, la cosa ci dispiace un po’, perché l’adozione non è l’ordinazione di un giocattolo su misura.