I criceti in Italia: le specie presenti

I criceti in Italia: le specie presenti

I Criceti appartengono alla famiglia dei Muridae.

Nello schema del regno animale:

Regno ANIMALIA > Gruppo CHORDATA > Sottogruppo VERTEBRATA > Classe MAMMALIA > Ordine RODENTIA > Sottordine SCIUROGNATHI > Famiglia MURIDAE.

La famiglia dei Muridi ospita 17 sottofamiglie, tra cui quella dei Cricetinae, cui appartengono i criceti.

La sottofamiglia dei Cricetinae è a sua volta divisa in 7 generi per 18 specie.

Vediamo subito quelle che possiamo trovare in Italia:

CRICETO DORATO

criceto doratoArea di distribuzione: Asia Minore, Siria, Caucaso, Kurdistan.

Il Mesocricetus Auratus è stato il primo ad essere introdotto nel mercato degli animali da compagnia.

Mediamente pesa tra 80 e 120g, ma può superare anche i 150g in certi soggetti. Può raggiungere i 20/25 cm di lunghezza.

Questo animale però, è stato (ed è tuttora) oggetto di numerosissime mutazioni, che ne hanno alterato colore e sostanza del pelo, facendolo apparire assai dissimile dal progenitore selvatico. Queste mutazioni sono diventate vere e proprie razze in alcuni paesi (soprattutto in Inghilterra, America e Germania), con tanto di standard ed esposizioni. In Italia sono invece ancora molto rare.

Tra le mutazioni di colore, si va dal cannella, al celebre Golden, al grigio argento, al nero, al cioccolato, al sabbia, passando per numerose pezzature. Il pelo è invece corto, lungo, Rex (voluminoso), satinato e perfino assente (nudo).

CRICETO RUSSO O CAMPBELL

CRICETO RUSSO O CAMPBELLArea di distribuzione: Mongolia, nord-est della Cina.

Il Phodopus Campbelli è caratterizzato, in muta ancestrale, da un colore grigio tendente al marrone sul dorso, nonché da una banda marrone – crema che separa la regione dorsale da quella ventrale, spesso estesa anche sulla testa (più chiara rispetto al dorso). La regione ventrale è grigio più o meno chiaro ma mai bianco. La banda dorsale è nera ma leggermente sfumata.

Il Campbelli ha una lunghezza compresa tra gli 8 e i 10,5 cm. per un peso medio di 40 g (spesso abbondantemente superato).

Le normali mutazioni da cattività sono state fissate ed incrementate, generando varie tipologie di colore e pelo. In particolare il Nero, l’Argento (crema chiarissima), il Bianco, il Grigio, varie pezzature ed il pelo satinato.

CRICETO SIBERIANO O WINTER WHITE

CRICETO SIBERIANO O WINTER WHITEArea di distribuzione: Mongolia, Kazachstan, Manciuria, Russia, Siberia.

Il Winter White è caratterizzato, in muta ancestrale, da un colore grigio, spesso con una fasciatura quasi nera che separa le zona dorsale da quella ventrale, sempre biachissima. La banda dorsale è nera e ben definita. La forma è caratteristica a palla, compatta e piena. Il muso è regolare, gli occhi prominenti, le orecchie piccole. I soggetti albini sono bianchi o crema chiarissima con gli occhi rossi.

Nel periodo invernale tende a schiarire, pur senza diventare mai bianco, caratteristica che gli è valsa il nome comune di Winter White. Tuttavia il viraggio di colore avviene solo in soggetti in muta ancestrale, ed è assai raro in cattività, perché dovuto non al freddo ma alle ore di luce delle regioni semi artiche.

La lunghezza del corpo è compresa tra i 7 e i 10,5 cm, per un peso che talvolta supera i 60g, ma mediamente si aggira sui 40g.

Alcune mutazioni spontanee si sono verificate in cattività, fissandosi perfettamente come tipologie distinte: lo Zaffiro (grigio chiarissimo) ed il Bianco (con o senza banda dorsale), più alcune pezzature casuali.

CRICETO DI ROBOROSKIJ

CRICETO DI ROBOROVSKIJ

Area di distribuzione: Mongolia, Manciuria, Kansu, Shensi.

Il Phodopus roborovskii è il più piccolo tra i criceti (raggiunge i 5/8 cm di lunghezza), nonché l’ultimo ad essere stato introdotto sul mercato degli animali da compagnia. Assai tipico per il color sabbia della sua muta ancestrale (indispensabile per mimetizzarsi nel deserto), le guance bianchissime e i lunghi baffi, è poco addomesticabile ed adattabile come animale da compagnia. È il più longevo ed anche il più sano, grazie all’allevamento ancora relativamente puro.

Un po’ di storia sul criceto Roborowskij:

Vsevólod Ivánovič Roboróvskij (in russo: Всеволод Иванович Роборовский), nato nel 1856 e passato a miglior vita nel 1910, fu un grande esploratore russo che partecipò alla terza (1879-1880) e alla quarta (1883-1885) spedizione di Prževal’skij in Asia Centrale. Inoltre, nel 1889-1890 partí per il Tibet sotto la guida di Pevcov, viaggio durante il quale scoprí nuove rotte per il Tibet settentrionale ed altre zone dimenticate da Dio. Finalmente fu a capo di una spedizione nel 1893-1895, sempre in Tibet e zone limitrofe, durante la quale si spinse fino all’altezza di 4800 metri, scoprí laghi e altopiani laddove nessuno era mai giunto, e durante questa spedizione raccolse grandi collezioni zoologiche, botaniche e geologiche, tant’è che in Russia vi sono varie piante che portano il suo nome o per lo meno recano il suo nome come scopritore. Per inciso, la spedizione definí 30 punti astronomici e permise di disegnare sulla carta geografica della Siberia vaste aree fino ad allora ignote.

Ci sembrava doveroso accennare alle mille scoperte ed esperienze di grande rilievo che hanno caratterizzato Roborovskij, ma ora parliamo di quello che ci riguarda: il criceto che da lui prende il nome.

Questa creaturina fu scoperta dall’esploratore nella sua missione del 1894, anche se è divenuta animale da compagnia solamente in tempi assai piú recenti. Roborovskij, con ogni probabilità, non la chiamò “criceto”, giacché il termine gli era verosimilmente ignoto. In ogni caso, la denominazione che ha preso in russo è “хомяк Роборовского” (“chomják Roboróvskogo”), ossia “criceto di Roborovskij”, al genitivo. La corretta traslitterazione dal russo, secondo i dettami del sistema cosiddetto scientifico applicato a livello mondiale dagli slavisti, è “Roborovskij”. Purtroppo, giornalisti e saggisti spesso sono ben informati nel loro settore, ma non hanno un’adeguata preparazione linguistica.

Il nome scientifico dell’animaletto è Phodopus roborovskii: il primo termine, per convenzione, è maiuscolo mentre il secondo, per la stessa ragione, è minuscolo (con buona pace del buon Vsevolod Ivanovič). Inoltre, il nome russo è stato palesemente latinizzato, ponendolo peraltro nella forma del genitivo singolare in –i.

Avendovi fornito la corretta versione sia in russo che in italiano di questo nome, è bene tuttavia accennare al fatto che, se dovete effettuare una ricerca per ottenere informazioni su questa specie di criceti, è d’uopo inserire nel motore di ricerca di Internet tutte le varie forme, giuste o sbagliate che siano, di questo nome: Roborovsky, Roborowsky, Roborovskii, etc. Alcuni siti non saranno stati scritti da linguisti, ma meritano di essere visitati.

CRICETO CINESE

CRICETO CINESEArea di distribuzione: Siberia, Mongolia, Shansi, Manciuria.

Raggiunge i 7-10 cm di lunghezza.

Il Cricetulus barabensis è commercializzato solo nella sottospecie Griseus, ed è comunque piuttosto raro data l’indole intollerante verso i cospecifici e l’aspetto meno gradevole degli altri criceti nani, causa il corpo affusolato e la presenza della coda. Con gli umani sono però molto docili. Il colore ancestrale è grigio – marrone. In cattività è presente anche nella mutazione grigio – bianco.

Le specie detenibili

Delle 18 specie appartenenti alla famiglia dei Cricetinae, la maggior parte sono severamente protette, alcune perfino a rischio di estinzione, altre poco attraenti, e solo 5 commercializzate come animali da compagnia (pur essendoci un certo interesse verso il Cricetulus migratorius.

Phodopus campbelli
Phodopus sungorus ( Winter White)
Phodopus roborovskii
Mesocricetus auratus (Dorato)
Cricetulus barabensis
 (criceto Cinese nella sottospecie Griseus)

Alcune precisazioni su Campbelli e Sungorus (Winter White)

IPhodopus Campbelli e Sungorus sono le specie che richiedono maggior attenzione nel distinguerle. Si tratta infatti di animali molto affini, inizialmente classificati come sottospecie (Phodopus Sungorus SungorusPhodopus Sungorus Campbelli), poi separati per sensibili diversità biologiche. Purtroppo spesso s’ignora il fatto che si tratti di specie distinte, i negozianti stessi non lo sanno, e questo ha prodotto una serie di ibridazioni che hanno gravemente inquinato gli esemplari di cattività (indebolendo anche le loro difese immunitarie). È difficile, ad oggi, avere la sicurezza della purezza del sangue.